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ToggleNei comuni in cui viene attuata la raccolta puntuale RFID dei rifiuti, la parte variabile della TARIP è calcolata sulla frazione indifferenziata prodotta e conferita dall’utenza – il RUR (Rifiuto Urbano Residuo), vale a dire “il rifiuto residuale dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati”, secondo la definizione del DM del 20 aprile 2017 sulla tariffazione puntuale.
La misurazione puntuale dell’indifferenziato “conferito avviene mediante pesatura diretta, con rilevazione del peso, o indiretta mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza”, come stabilito dall’articolo 6 del decreto; tra i due metodi di misurazione la pesatura indiretta (calcolo volumetrico) rappresenta il più diffuso, perché molto più veloce ed economico rispetto alla pesatura diretta, che richiede l’allestimento – un processo lungo e macchinoso – di costose bilance a bordo del camion per la raccolta. Il volume dei rifiuti, nei casi di pesatura indiretta, “è determinato dalle dimensioni del contenitore esposto dall’utente o dalla capacità del sacco conferito”; il RUR è misurato identificando e contabilizzando il numero di svuotamenti del bidone o mastello, oppure il numero di conferimenti da parte dell’utenza, in caso di utilizzo del sacco. La misurazione del numero di svuotamenti e conferimenti è effettuata tramite un tag RFID posto sul sacchetto o sul bidone, letto da un’antenna fissa montata sul mezzo per la raccolta o da un dispositivo wearable indossato dall’operatore.
Nelle amministrazioni comunali in cui vige la raccolta differenziata porta a porta, le diverse frazioni vengono ritirate direttamente presso il domicilio dell’utente: l’umido è raccolto all’interno di sacchetti biodegradabili, contenuti però in mastelli rigidi, necessari per motivi legati all’igiene – sole e pioggia fanno decomporre il sacco, che è soggetto, inoltre, agli attacchi degli animali randagi. Anche il vetro è contenuto in mastelli e bidoni, mentre per la plastica è consigliato il sacco, che è fatto dello stesso materiale e può essere gettato e riciclato assieme al contenuto, oltre a consentire un maggiore compattamento del materiale al suo interno. La carta, infine, è raccolta all’interno di contenitori riutilizzabili in plastica o bidoni carrellati.
Qual è, invece, la tipologia di contenitore più indicata per raccogliere il RUR, la frazione su cui è calcolata la tariffa puntuale? Nella raccolta rifiuti RFID, l’indifferenziato è raccolto all’interno di sacchi di plastica oppure di contenitori rigidi, entrambi dotati di tag RFID per la registrazione dei conferimenti da parte delle utenze mediante l’antenna installata sul mezzo oppure il dispositivo indossabile dall’operatore. Sacchetti e mastelli hanno una capacità variabile – solitamente 30/60/120 litri per i sacchi, 40/80/120 litri per i bidoni – e vengono esposti con frequenza bisettimanale o settimanale.
Durante il lancio del sacco l’addetto raggruppa in una sola mano fino a quattro o cinque sacchetti e li lancia tutti insieme nel cassone, un’operazione estremamente veloce. Lo svuotamento, invece, è una presa singola: l’operatore ecologico, infatti, prende un bidoncino alla volta e ne riversa il contenuto all’interno del cassone, un processo molto accurato ma meno rapido. Se da un lato, tuttavia, con il sacco il processo è più veloce, con il mastello è possibile compattare maggiormente i rifiuti al suo interno.
Il sacchetto ha un costo esiguo, solitamente di 15 centesimi, ma deve essere gettato ad ogni utilizzo. In un comune in cui il RUR è raccolto una volta a settimana, sono richiesti 52 sacchi l’anno, con un costo annuale che sfiora gli 8 euro. Il bidone ha un prezzo molto più elevato, attorno ai 4 o 5 euro, ma la lunga durata – un mastello di buona qualità dura fino a 6 o 7 anni – permette di ammortizzare la spesa iniziale nel tempo. Ulteriori fattori che influenzano i costi sono il materiale di cui è fatto il contenitore e la tipologia di tag RFID adoperato.
Il tag RFID per la misurazione puntuale del RUR che viene apposto sul sacco è adesivo e legato alla vita breve del sacchetto. Il tag RFID attaccato sul bidone, invece, è rigido, resistente e ha una durata analoga a quella del contenitore.
La distribuzione dei sacchi è più rapida – sono infatti gli utenti a ritirarli periodicamente – e può essere effettuata anche attraverso le vending machine; quella dei bidoni è più complessa, poiché questi devono essere consegnati direttamente alle utenze, ma ha una minore frequenza, vista la loro lunga durata.
Il sacco semitrasparente consente di controllare più facilmente eventuali conferimenti errati da parte delle utenze.
I mastelli – allineati all’esterno delle abitazioni – garantiscono un maggiore decoro cittadino, rispetto ai cumuli di sacchetti esposti nel giorno del ritiro, ma bisogna tenere presente che per le utenze aggregate vengono esposti contemporaneamente numerosi mastelli.
Dal confronto emerge, quindi, che non esiste una tipologia di contenitore migliore in assoluto, poiché la scelta deve tenere conto delle diverse esigenze del comune in cui è attuata la raccolta puntuale.
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